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La nostra storia
Un po' di storia raccontata con materiale fotografico recuperato in varie circostanze da varie fonti. Nel caso in cui sia stato inserito nel sito materiale il cui proprietario ne vietasse la pubblicazione, si provvederà tempestivamente alla rimozione dello stesso.
Il Bacino Estrattivo
I giacimenti marmiferi del bacino di Apricena sono distribuiti in una vasta area posta appena a nord-ovest dalla suddetta cittadina, lungo il terrazzamento che in qualche modo costituisce il legame strutturale tra il Gargano e i monti dell'Appennino, e che si eleva per un'altitudine variabile tra 110 e 130 metri sul livello del mare. Tutto il comprensorio si estende per un area recentemente valutata intorno a Ha.3500 di terreno "coltivato", per circa 300 cave attive (v. Conferenza Ing. B. Martello - Lions Club Foggia 1995), dislocate nelle seguenti località: Canale dell'Elce, Capacchione, Casa di Campo, Caso, Coppacchie, Montaguto, Murgette, Panza, Posta Nuova, Rodisani, San Giovanni in Piano, San Giovannino, Tre Fosse, Tre Valli.Sebbene la presenza di alcune cave sia attestata in tempi alquanto remoti da fonti storico-geografiche attendibili, come ad esempio una tavola della "Capitanata …" di J.Jansson, pubblicata ad Amsterdam nel 1638, dove vengono citate le "pretare" di Apricena, lo sfruttamento intensivo dei giacimenti si è avuto solo negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Infatti, a partire dal 1945, il numero delle cave è andato progressivamente aumentando fino a toccare le 100 unità negli anni '70 con giacimenti calcolati intorno a Ha.800 di estensione (v. G. De Santis), e quasi le 300 unità negli anni '90, con un fatturato annuo complessivo di circa 80 miliardi di lire (v. G.Zuccarino in "L'Ippogrifo" Marzo 1991 - Apricena). Questa rapida espansione ha portato Apricena a diventare il terzo polo estrattivo nel panorama lapideo italiano dopo quelli di Carrara e Verona.