Violano Marmi snc, pietra di apricena


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Impieghi dei calcari

Pietre Ornamentali



GLI IMPIEGHI DEI CALCARI ORNAMENTALI DEI GIACIMENTI MARMIFERI DI APRICENA (FG) NELLE LORO APPLICAZIONI


a cura di
GIORGIO DE SANTIS *



1. EXCURSUS STORICO

I calcari ornamentali dei giacimenti marmiferi di Apricena (detti “marmi”, non però in senso strettamente petrografico, bensì commerciale, in quanto compatti e lucidabili) sono stati utilizzati nell’antichità – per come risulta dalla ricerca archeologica – nei monumenti pubblici e nel foro di Teanum Apulum, l’odierna San Paolo di Civitate (FG), 20 Km a sud-ovest di Apricena, così romanizzata – nel 318 a.C. – con la vicina Teate (o Tiati) – a sua volta fondata dai Dauni nel primo millennio a.C. –, ed ancor prima, come risulta dalle epigrafi funerarie rinvenute nella zona. Nei secoli più recenti, questi “marmi” erano largamente e proficuamente impiegati, specie in epoca romanica e barocca, negli abitati urbani, nelle cattedrali e nei castelli, che, tuttora, è possibile ammirare nella Puglia (settentrionale). Per finire ai nostri giorni, dove, con le nuove ed affermate tecnologie delle lavorazioni, spaziano in architettura, in ogni tipo di edilizia civile o industriale, nell’arredo (funzionale e decorativo) degli spazi pubblici, con spessori sia tradizionali che sottili, come pure nella scultura artistica e monumentale.


2. GIACIMENTI MINERARI – CARATTERISTICHE LITOLOGICHE – DATI TECNICI – VARIETA’


Il territorio del Comune di Apricena, dove i giacimenti marmiferi ricorrono in gran parte, è rappresentato dal terrazzo più basso del Gargano, di quota 110 - 130 m s.l.m., che costituisce l’estrema propaggine nord-occidentale del Promontorio. Marginalmente, nei finitimi Comuni di Poggio Imperiale e di Lesina (FG). Detta area è compresa, da un punto di vista geografico, nella “Tavoletta” I.G.M., Apricena, F. 155 della Carta d’Italia, II N.E.. Le formazioni marmifere sono costituite da calcari di origine, in gran parte, sedimentaria e, subordinatamente, organogena e bioclastica, nettamente stratificati in banchi di potenza (spessore) anche fino a 5 metri. Sono calcari a tessitura compatta, od oolitico-pisolitica, con frattura subconcoide o scheggiosa. Appartengono all’Era Mesozoica. Sono infra cretacei (tra il Cretaceo ed il Giura), formatisi nel corso di 50 milioni di anni. Le loro condizioni di giacitura sono rappresentate da una generale inclinazione dei banchi, in complesso piuttosto debole ed uniforme, verso sud e verso sud-ovest, con dislocazioni a seguito di movimenti tettonici (faglie). Sono composti, prevalentemente, da calcite ( > del 96% ), con tracce di elementi secondari, rappresentati da magnesia ossido, alluminio ossido, silicio biossido. Il peso di volume (peso specifico apparente) risulta, in media, di gr./cm3 2,65, mentre il peso specifico reale è di gr./cm3 2,71. Il coefficiente di compattezza riferito al volume, cioè il rapporto tra il peso dell’unità di volume ed il peso specifico, è, in media, di 0,98. Questo dato è molto importante, in quanto li classifica come “marmi”, tra quelli più compatti, quanto a condizioni di struttura ed omogeneità, il che esclude che possano essere gelivi. Essi – in base al loro “comportamento” alle prove di resistenza al carico di rottura e compressione assiale (1650 kg/cm2, in media) ed al loro grado di compattezza riferito al volume (0,08) – possono considerarsi “marmi di pregio”, adatti non soltanto per interni, ma anche per esterni (in ogni condizione di clima). Le varietà più significative – le cui denominazioni sono state assegnate dagli imprenditori delle cave (quindi, non codificate ufficialmente) – sono: Biancone (semplice o filettato), Fiorito, 3 Filettato, Bronzetto, Serpeggiante (scuro o chiaro), Ondagata, Silva Bella. Per lo più, sono venati, con filettature caratteristiche, giallastre o rossastre, di solito concordanti con le stratificazioni, con colori dal bianco lattiginoso all’avorio, giallastri, grigi, rosati, rossastri, marroncini. Le cave sono coltivate a fossa, in conseguenza – nella maggior parte dei casi – delle forme pianeggianti del territorio.

3. APPLICAZIONI

Gli impieghi pratici di questi “marmi”, che sono, indubbiamente, numerosi e di vario tipo, abbracciano diverse applicazioni nell’edilizia, sia civile che industriale, di interni e di esterni, in quella cimiteriale, nell’arredo urbano (pavimentazioni di strade e piazze; accessori, quali fontane, panchine, fioriere, aiuole, etc.) ed, infine, nella scultura, sia artistica che monumentale, trattandosi di calcari compatti.


*Libero professionista,
specializzato nelle discipline minerarie
Apricena (FG), Roma
Socio aderente A.N.I.M. (Associazione Nazionale Ingegneri Minerari), Bologna

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